La bioimpedenziometria è la tecnica più utilizzata per misurare la composizione corporea stabilendo la percentuale di massa magra (FFM), massa grassa (FM) e corretto stato di idratazione; consiste nell’immissione tra due punti specifici del corpo umano di una corrente alternata e nella conseguente caduta di potenziale tra essi. L’impedenza elettrica (Z) è l’opposizione del corpo a tale corrente ed è costituita da due componenti: resistenza (R) e reattanza (Xc); si può stabilire una relazione empirica tra il quoziente di impedenza ed il volume di acqua, la quale contiene elettroliti che conducono la corrente elettrica attraverso il corpo.
I tessuti magri, soprattutto i muscoli, risultano essere degli ottimi conduttori in quanto contengono una maggiore quantità di acqua (mediamente il 73%) e di elettroliti, mentre i tessuti grassi e quelli ossei sono isolanti; la bioimpedenziometria, sfruttando la capacità dell’acqua di condurre elettricità, quantifica la resistenza e la reattanza (o conducibilità) dei tessuti umani ad una leggera corrente elettrica e stabilisce così la percentuale di idratazione, di massa magra e di massa grassa del corpo.
Se l’acqua totale corporea (TBW) è molta, la corrente fluisce attraverso il corpo con maggiore facilità e minore resistenza: la resistenza è dunque inversamente proporzionale al contenuto idrico.
Un altro parametro di impedenza, il più determinato clinicamente, è l’angolo di fase: esprime la relazione tra R e Xc ed è stato suggerito come un indicatore della salute cellulare, dove valori più alti riflettono una maggiore cellularità, integrità della membrana cellulare ed una migliore funzione cellulare; nei soggetti sani varia solitamente tra 5 e 7, ma valori superiori a 9,5 possono essere raggiunti negli atleti. L’angolo di fase si è dimostrato un valido indicatore per quanto riguarda la sopravvivenza e lo stato di salute e potrebbe pertanto essere usato come strumento di screening per identificare i pazienti a rischio a causa di uno stato nutrizionale o funzionale compromesso.
L’analisi vettoriale dell’impedenza bioelettrica (BIVA) si basa sull’analisi dei valori bioelettrici (R e Xc), standardizzati per variabili antropometriche (a seconda dell’approccio metodologico), come un vettore bivariato nel grafico RXc. La posizione e la lunghezza del vettore forniscono informazioni sullo stato di idratazione, sulla massa cellulare del corpo e sull’integrità delle cellule.
La distribuzione dei valori bioelettrici sul grafico RXc e sulle ellissi di tolleranza consente la valutazione semi-quantitativa dello stato nutrizionale e di idratazione: la variazione della lunghezza del vettore lungo l’asse maggiore dell’ellisse indica variazioni nello stato di idratazione (disidratazione verso il polo superiore ed edema verso il polo inferiore), mentre le variazioni lungo l’asse minore dell’ellisse evidenziano variazioni nella massa cellulare corporea (maggiore nella parte sinistra).
La BIVA rappresenta un approccio clinicamente applicabile per la determinazione della composizione corporea, libero da errori di stima; inoltre, la valutazione e l’identificazione dei pazienti tramite BIVA potrebbero essere utilizzate come strumento di screening per lo sviluppo di criteri di inclusione ed esclusione per studi clinici.